Tonino, volontario senior soccorritore alpino

Rispettando i propri limiti, la Montagna è amica degli over 60.

Tonino, volontario senior soccorritore alpino

22 dicembre 2020 - Calabria terra di mare e di montagna, già. Ho di fatto appena lasciato la Sicilia dove abbiamo conosciuto chi, da volontario senior, salva le bellezze paesaggistiche dall'incuria umana e oggi torno in "continente" per incontrare chi, sempre "volontario over 60", salva l'essere umano che in quelle bellezze si perde, è ferito o è incappato in pericolosi contrattempi.

"Ho 68 anni, sono un insegnante di Tecnologie in pensione e da venti sono volontario del Soccorso Alpino e Speleologico Calabria che di fatto è la ramificazione regionale calabrese del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico", così rompe il ghiaccio Tonino rispondendo, con simpatia e disponibilità, alla mia classica prima domanda.

La sua voce e il suo temperamento sono tipici di colui che dalla montagna ha imparato il silenzio, l'ascolto e la pazienza dei lunghi cammini, ma che sa di avere in sé anche uno spirito di avventura, impetuoso come i torrenti che popolano l'Aspromonte o il Massiccio del Pollino: "Cosa mi ha spinto a scegliere questo tipo di volontariato? Forse è il gusto della sfida, che poi in me deve essere innato perché da giovane amavo arrampicarmi ovunque, soprattutto sugli alberi visto che provengo da una famiglia contadina e sono sempre stato in campagna", si ferma e sorridendo aggiunge "Il nostro presidente oltretutto ha detto una cosa per scherzare, ma che ha anche dentro del vero, cioè che chi appartiene al Soccorso Alpino tanto normale non deve essere, cioè ama cose fuori dall'ordinario, sempre in sicurezza ovviamente, ma cose che di certo non annoiano!".

La noia è spesso nemica della vita di un senior, ma allora la Montagna può essere amica di un over 60? "Certo che sì, se c'è la passione! Chiaro che uno deve fare il conto con gli anni, con un fisico che non è più quello di quando si aveva 20 anni e non si può pretendere di fare le cose che si facevano da giovani. Io per esempio mi lasciavo portare dallo spirito d'avventura, oggi ho un approccio più pacato, ragionato ed è normale e meglio che sia così, sennò mi metterei nei guai!".

Ma questo colpo di fulmine può scattare anche per i neofiti? "Ti dirò, io coinvolsi dei miei colleghi che mi confessarono d'essere andati un po' in crisi con la pensione, anche perché non erano stati capaci di costruire in tempo un'alternativa alla vita lavorativa. All'inizio erano molto titubanti perché vedevano nella montagna un pericolo, ma una volta che hanno preso il via, hanno sviluppato una passione che è una cosa veramente straordinaria".

Chiedo se gli innegabili benefici non rischino di essere sproporzionati rispetto al tempo dedicato al volontariato in posti così lontani: "La montagna mi ha dato tanto: sono bellezze naturali che ti appagano e poi, cosa non secondaria, ti tengono in forma. Ci sono posti bellissimi che, senza questo tipo di volontariato, non avrei probabilmente mai visto. Insomma c'è chi gioca la vita per accumulare potere, soldi, anche illecitamente, io ho la fortuna di provare piacere nel mettermi a disposizione, in soccorso, di chi ha bisogno".

E cosa un volontario senior può portare come marcia in più in un gruppo di volontari anche più giovani? "Molti volontari giovani si perdono per strada pensando che sia un'attività dove si impara ad arrampicare, a praticare sport d'avventura… poi però quando vedono che magari sei a casa con la fidanzata o la famiglia e devi lasciare tutto e correre in soccorso, anche durante i week end, non tutti l'accettano di buon grado. Di contro il loro entusiasmo ci nutre lo spirito, dobbiamo solo aiutarli a trasformarlo in un impegno e un piacere costante".

Cosa allora un "over 60" deve portare nello zaino e cosa lasciare a casa quando si avvicina alla montagna? "Si dice che su di essa si lasciano solo impronte e si portano via solo ricordi, quindi non strafate e rispettatene la bellezza. Come equipaggiamento direi un telo termico, una candela che riscalda il telo e una lampada frontale. Tre semplici cose che possono salvare la vita in caso di stop forzato. Infatti, si calcolano sempre bene i tempi, le temperature, l'indumento… ma l'imprevisto è dietro l'angolo, non dimentichiamocelo!".

Il tipico burnout da scorpacciata di volontariato non ha toccato Tonino in pensione, anzi: "A me è successo il contrario, ti confesso. Quando lavoravo ero nel Soccorso Alpino e in più, tramite esso, ero subentrato anche nel volontariato legato al 118 che mi è servito come esperienza da spendere poi in montagna. Bene, come sono andato in pensione ho deciso invece di concentrarmi esclusivamente sul Soccorso Alpino… anche per dedicarmi ai miei genitori che hanno 90 anni, a mia moglie e ai miei figli. Oltretutto anche mia moglie è del Soccorso Alpino! Da questa attività insomma lascio solo fuori mio padre e mia madre che sono novantenni e quindi ogni partenza li farebbe preoccupare troppo".

E per il 2021, quando si spera la pandemia ci lascerà più liberi, che progetti avrà l'allora sessantanovenne Tonino? "Beh, iniziamo a dire che il soccorritore alpino ha un limite di età di 70 anni, ma io ho giocato d'anticipo! Mi sto specializzando nella ricerca dispersi attraverso attrezzatura e software specifici e quindi mi sono inventato tecnico su quel fronte. Quindi probabilmente nel 2021 non andrò più fisicamente a fare le battute, ma resterò a coordinare le operazioni da remoto, operazioni che ti confesso essere anche molto complesse! Fuori dal volontariato, invece, ti racconterò una cosa frivola… mi sono comprato un cavallo e quindi nel 2021 conto di andare in montagna con meno fatica".

E allora, frivolo per frivolo, raccontami se vuoi una cosa che in 20 anni di volontariato ti è rimasta nel cuore? "Una precisa non c'è, se devo scegliere è quel senso di affetto che i miei ragazzi mi hanno fatto sentire sempre e soprattutto quando ho fatto per tre mandati il capo stazione. Bellissimo. Credimi".

Fonte: osservatoriosenior.it